sabato 8 aprile 2023

ancien régime Radicale


 Pannella ha ovviamente ragione. Il nascente Partito democratico è un partito di regime. Ma non lo è perché gli ha sbattuto la porta in faccia escludendolo dalla corsa alla segreteria. Lo è per via di quella pura e semplice evidenza che è la provenienza di tutte le sue componenti, nessuna esclusa, da quel gagliardissimo ancien régime che fu la seconda edizione (quella in salsa catto-comunista) della prima Repubblica. Ma allora perché vuole entrarci?

C'è chi dice che vuole entrarci (nel regime) per la semplice ragione che ci è già entrato da bel pezzo. Altri sostengono che vuole entrarci (nel regime) perché è giustamente convinto di aver acquisito il diritto di esserne considerato un elemento essenziale contribuendo più volte a incoraggiarne il sogno principale, che da ormai un decennio e rotti resta ovviamente quello di accoppare il Cavaliere. Alcuni aggiungono che egli ritenga, non a torto, di avergli dato (al regime) una recentissima prova assolutamente inoppugnabile della propria fedeltà offrendo alla sua ultima impresa – l’ascesa al governo della presente ammucchiata prodiana – l’eroico sostegno dei pochi ma determinatissimi voti che la Rosa Radicale, alle ultime elezioni, è riuscita a conservare infilandosi nel Pugno Socialista. Qualche spirito capzioso insinua che egli nutra il comprensibile desiderio di incassare finalmente (dal regime) il guiderdone dovutogli per quest’ultimo servigio resogli. Una quinta comprensibile ragione si dice che sia la voglia matta di rigenerarlo (il regime) iniettando nelle vene del Pd, che egli crede non a torto gonfio di moralona socio-statalista, una ragionevole dose di moralina laico-liberale. Non manca infine chi afferma che una sesta potente ragione sia il puro e semplice desiderio di ingaggiare un gagliardo corpo-a-corpo con Veltroni.
Sono ipotesi interessanti. Ma lo sarebbero ancora di più se si osservasse che lasciano tutte intravedere quella che in fondo è la vera e sola ragione per cui questo inesausto lanciatore di progetti politici in forma di digiuni e di dispacci audiovisivi vuole concorrere alla leadership del Pd. In tutti i suoi ultimi appelli ha sempre com’è noto ribadito l’intenzione di creare qualcosa di assolutamente nuovo. E quale dovrebbe essere questa novità assoluta? In un suo recente discorso ha rivelato che ciò a cui pensa è «un nuovo soggetto politico di alternativa laica, liberale, socialista, radicale, capace di tenere insieme la lotta legalizzatrice per l’affermazione delle nuove libertà civili con quelle per l’innovazione economico-sociale e la promozione globale della libertà e della democrazia». Quale modesto programma... Ecco comunque spiegato sia perché Marco vorrebbe entrare a ogni costo in quel regime di cui fa già parte, sia perché il regime, pur avendolo già accolto, non vuole farlo entrare.

il bracere di via calabria


 

martedì 21 marzo 2023

MAL_bot 2009

groc_malbot_codice
Il software di GROC (Google Radio of Calabria) è una serie di script (PHP/Bash) che effettuano una serie di operazioni in grado di: 1) Controllare la posta ...


 


a pie' di list 👀

 2015 05 21_forchetta 👀


lunedì 20 marzo 2023

👣

👣 📌

 

War

"Inizi, non ce ne sarebbero dunque" dice Foucault, 
quando, costretto a prendere la parola per la 
lezione inaugurale al College de France, avrebbe voluto,
piuttosto  esserne avvolto, avrebbe voluto  accorgersi che 
una "voce" lo precedeva gia' da tempo - avrebbe dovuto, 
allora, solo concatenare, proseguire la frase...
E non, invece, essere costretto, come me, ad ammettere 
di non avere storia, iniziando. 
Che "Senti Internet" non ne ha una 
se non per me, l'anchorman, 
per Max il fonico, 
per Orazio e Andrea, coautori,
per i redattori della radio che ci hanno visto
ogni martedi' riempire lo studio della diretta
con prolunghe di doppini telefonici, computer, modem. 

Sono costretta a dover dire di una nascita, 
di una crescita, di espisodi e di 
esperimenti,
E con lo stesso tono di Foucault dico: "mi sarebbe piaciuto 
accorgermi che Vittorio Zambardino
aveva seguito dalla prima all'ultima tutte le trasmissioni, 
e che aveva potuto seguirle anche su internet, 
nelle pagine che riguardano la trasmissione e trovare li'
teorie e pratiche che l'hanno resa possibile".

Mi sarebbe piaciuto (mi piacerebbe) essere efficace
e restituirgliele con uno scritto, uno, unico...
e dimenticare che "Senti Internet" e' una 
integrazione inestricabile di Radio, Internet, altri sistemi
di linguaggio, di produzione di senso.

Ma, riprendo l'ordine del discorso, sempre a un passo
dal perdersi. E di quale discorso, poi?
"di quello fondamentale o creatore, o di quello 
che ripete, chiosa,
commenta?"

Prendo l'ordine del tuo discorso, Vittorio, del discorso
di un giornalista al quale, tuttavia, e' ancora
(o di nuovo) la parola ad interessare.

Se mi chiedi di parlare di "Senti Internet" mi viene subito in 
mente un vecchio adagio che e' stato proprio l'ispiratore
delle trasmissioni e cioe' una "legge" di Lacan: tutto cio' che 
non si puo' dire si descrive.
Preso alla lettera: abbiamo cercato di non-descrivere, e di
"dire" dunque. Ma e' pur vero che non tutto si puo' 
dire, come il godimento (vedi barthes, il piacere del testo).

E Internet ci pareva qualcosa di cui proprio non 
si potesse dire
(come qualcosa di grande, di indicibile, appunto), 
ne' abbiamo voluto piegarci ad una sola sua descrizione,
rifuggendo la tentazione di inscenare come tutti 
(come molti) il campo di battaglia dei "modelli 
interpretativi" rischiando in ogni momento
l'elogio del vaporware (dando voce peraltro a 
Lorenzo Miglioli, sin dalla prima trasmissione, che 
declamava "viva il vaporware, perche' il vaporware
e' il debordamento dell'umano sulla rete, li' dove la rete
ha debordato sull'umano").

Fin qui "il discorso del folle" direbbe Foucault, "il gesto
dell'augure" direbbe Barthes...

"ma, dammi tempo, dammi tempo." 

Quali strumenti abbiamo usato? Quali criteri?

Avremmo voluto essere muti  "anche il silenzio
puo' essere complesso ma non si va lontano 
con il silenzio " (W.Carlos Williams).

Invece abbiamo imposto subito il linguaggio della rete
con il criterio dello "zapping" per dare ai tempi 
della diretta radiofonica il dato della velocita' 
della rete, per restituire il complesso dei linguaggi:
abbiamo inziato con un tour al Caspur, con interviste
da un tavolo di lavoro internazionale riunitosi a 
Venezia a giugno per fare un punto sulla situazione italiana
rispetto al civic networking, alle politiche
economiche nella rete, a quelle giuridiche.

Nelle dirette abbiamo dato voce a esperti, 
interrogandoli su domande come: che cos'e'
veramente un oggetto di rete? Che cosa e' un pop?
O chiedendo conferme e opinioni su affermazioni
del tipo "tirare cavi (aprire un pop) vuol dire
prendersi la responsabilita' del media", "dare la 
possibilita' a piccole entita' di tirare cavi a 
basso costo...", per evitare che si scivolasse
irreparabilmente sul divulgazionismo, 
sull'assistenzialismo, sul pedagogismo, sul
deontologismo giornalistico-radiofonico. 

Abbiamo giocato contemporaneamente sul sincrono
(diretta radiofonica) e sull'asincrono (pagina
web della trasmissione http://www.nexus.it/pop)
qui pubblicando il gobbo dell'anchorman, trascrizioni
di colloqui realizzati in diretta (vedi quello con Grauso
in zapp1.htm), pubblicazioni di chat realizzati
in diretta (e, in diretta, letti da Iperaudio, sistema 
romano di bbs vocale).

- su questo punto si apre il discorso di prospettiva,
che la Radio denuncia di poter fare solo piu' in la',
e che il team di "senti internet" aveva posto, invece,
come condizione minima e necessaria di azione verso il 
Nuovo Media o, per meglio dire, New-New Media.
"Senti Internet" proseguira' a partire da questi 
presupposti.

Ecco il tuo discorso (o un'ipotesi di esso), 
Vittorio, intendo dire quello che 
sei costretto a fare quando devi metterlo sulla carta
frusciante di un quotidiano del calibro di Repubblica:

"Senti Internet", il punto di presenza sulla rete piu' 
all'avanguardia degli ultimi tempi, 
in onda ogni martedi' sulle frequenze nazionali di Italia
Radio, ha concluso la serie di sette trsmissioni 
con un ricco e curioso "sguardo dietro le quinte del Web".
Il team Cataldi-Converso-Mazzucchi autori e conduttori
di "Senti Internet" dopo aver impazzato da 
giugno a tutto luglio per luoghi di ricerca, per pop
come agora', mclink, nexus, video on line, per manifestazioni,
per protagonisti della rete, per "oggetti di rete" ecc..
hanno chiuso con una puntata emblematica in cui
con l' aiuto di un bbs vocale come Iperaudio abbiamo potuto
ascoltare la lettura del chat condotto, durante la puntata
precedente da The Cyberdeaf, una ragazza sordomuta, e come
le reti telematiche siano di aiuto e sostegno alle persone 
portatrici di handicap; in cui parlando di pagine web
con architetti del web, con scrittori del Web, abbiamo
visto come si puo' affrontare il tema della telematica sociale 
portando in studio una iniziativa come quella del Corteo
telematico di protesta del consigliere verde Giuseppe
Lobefaro e insieme, in una sorta di laboratorio radiofonico
di scrittura html, come condurre una protesta di peso
internazionale su Internet. 
Tra termini come "pagina Verme", come "log di report" 
come "server di protesta", cioe', termini per rispondere
alla domanda "come rendere il web
interattivo, come potenziare l'interattivita' del web?"   
(foss'anche per rendere piu' rilevante, piu' "pesante"
una protesta come quella contro la ripresa dei test
atomici da parte della Francia), a "Senti Internet" 
si e' parlato anche di nuovo standard del futuro:
se ora i client piu' diffusi sono Mosaic e Netscape
(ma piu' di tutti ques'ultimo) all'orizzonte c'e' un 
nuovo client  che si chiama Java (Java.sun.com)
e che in quanto a interattivita' promette salti mortali
con doppio avvitamento sul web. Anche se.... (per questo chiamami
al telefono).
Il "punto di presenza sulla rete", alla radio, che ha fin qui 
disegnato "Senti Internet" riprendera' a settembre
e curera' maggiormente gli aspetti sperimentali nella
direzione della crezione di un NEW-NEW Media.

 




 

Gioco a DaMa

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1. i files di napster sono lunghi anche un'intera frase! 
2. sono files mp3 che hanno quindi integrato un messaggio txt... (il 
nome. . ) 
3. napster cerca sui nomi dei files 
quindi: 

1. se con il nostro sistema di diretta mp3 in funzione sul 'mulo' al 
laboratorio del griad noi produciamo dei files mp3 sulla vita della 
community degli studenti dell'unical 

2. se questi files li 'nominiamo' con la data e il contenuto del 
'comunicato' 
3. se questi comunicati vanno nella directory napster del 'mulo' [che 
quindi e' un computer in rete sul quale e' installato napster, of 
course] 
allora noi possiamo diffondere in rete napster (cioe' in un grande 
network di giovani), In Diretta, i comunicati delle attivita' 
universitarie e condividerli con gli utenti-studenti sui loro 
computers 

si potrebbe cominciare con le registrazioni vocali di appunti presi a 
lezione, o sulla digitalizzazione audio degli stessi, .lanciamo noi 
intanto lo scambio di appunti per l'esame prova di informatica!!!installando 
napster su tutti i computers dell'aula informatica (lo so, 
e' rischioso, ma e' la vera diffusione della cultura digitale) 

non ho bisogno di ricordarvi che napster prevede un chat, stanze, 
messaggisticaistantanea:la produzionein differitao in diretta di 

files mp3 trasforma questo sistema e lo completa con interventi di 
produzione in proprio. 

editor 

post scriptum. naturalmente, appena napster si paghera' passeremo ai sistemi simili free......... 

r"W "-. ___H"_".-n 

i sistemi di comunicazione come napster rispondono ad esigenze 'politiche' degli utenti: solo con la 
circolazione [gratuita] dei prodotti culturali (parole, suoni, sensi, tracce) si stabilisce la polis dell'era 
digitale. 
se non si ascoltassero 'gratuitamente' diverse musiche, tra l'altro -last but not least -, non si saprebbe 
cosa acquistare, poi! 
gratuito e' il pensiero. 
appena avremo finito d'imparare, potremo cominciare a pensare 

editor 

ventori 

Subject: Re: inventori 
Date: Thu, 11 Jan 200119:00:34 GMT 
From: "wizzy" <wizzy@www.videor.com> 
To: orazio converso <editor@videor.com> 

Ciao Orazio 

>orazio converso writes: 

> 3. napster cerca sui nomi dei files 
> installando napster su tutti i computers dell'aula informatica (lo so, 
> e' rischioso, ma e' la vera diffusione della cultura digitale) 

Volendo "limitare" il rischio si potrebbe fare una cosa: 
Napster come dici bene tu funziona su "nomi" dei file. 

Molte personescrive 
non sanno che se sulla barra di ricerca del napster si 
wrapster 
si accede ad un archivio di file che comprende: 
Canzoni (ovviamente) 
Film (in Divx, Mpeg, Mpeg2, ecc. Di ogni tipo es: cartoni, prime visioni, e 
anche materiale pornografico) 
Programmi (es: winamp, 3D Studio Max 2, e altri) 
virus (purtroppo) 
Patches varie. 
Immagini (jpeg, bmp, gif, ecc) 

L'unica scomodita' e' che bisogna usare un programma chiamato 
dewrapster 
per convertire i file in formato wrapster al formato normale. 
La cosa carina e' che chi non conosce questo sistema non puo' 
accedere a quegli archivi, e quindi si limita a particolari persone 
l'accesso a particolari materiali. 
Io pensavo: 

E se creassimo noi un modello di files simile al wrapster cosicche' 
possano riconvertirlo solo le universita'? 
Lo so e' un lavoro duro e' lungo, ma la mia e' solo un'idea. 
Se ti sembra assurda scusa, sono solo un programmatore :)

Ciao. 

> 

> post scriptum. naturalmente, appena napster si paghera' passeremo ai 

> sistemi simili free......... 

Non ne sono sicuro, ma credo che il napster ( x Windows) si paghi gia' 
da adesso (anche se nessuno lo fa...). Ripeto: non ne sono sicuro. 

Ciao Orazio. 

wizzy. 
*** One Ring To The Dark Lord's Hand Sitting On His Throne. *** 


 

Cinema a Testaccio

 


parmapoesia 2008

(17 giugno 2008) ascoltando videor n°2

Hahahahaha 😁

https://youtu.be/awexsAcncAI 1991

Fantastico, anzi fantasioso, fantasmatico, fa!

12:34 82 + "..momentanee. Finirà che non avremo più bisogno delle parole che indicano e selezionano. L'occhio che scruta corrisponde al corpo che esercita la sua attività materica. (2) A questo proposito, bisognerebbe ascoltare questo frammento da un'intervista fine anni ottanta ad Edoardo Sanguinetti (3); da Videor, videorivista di poesia a cura di Orazio Converso, diretta da Elio Pagliarani che in sostanza dice che la voce e il corpo sono parte della poesia e che fare il poeta è come un fai da te: si fanno o, almeno, si cercano di fare, le cose che non si trovano già fatte; inoltre che ogni poeta pensa sempre di sapere solo lui dire quelle cose, in quel modo, non fosse così cambi passione, hobby, fai da te. Fare le cose "da capo" facendosi aiutare dalla parola (scritta oppure orale?) anche se poi la questione diventa proprio quella della labilità proprio della parola. Una labilità che.. "


 

Giovane donna del 1994


 una vita spartana all'hotel de Angelis, i primi studi, A questo punto imbocchiamo la via Alloro, l’asse portante del mandamento Kalsa o Tribunali, che collega la Marina con il piano del Pretore.

Risalente al periodo arabo, la strada deve il suo nome alla presenza nel cortile del palazzo del marchese Lo Faso di San Gabriele (che vedremo oltre) di un rigogliosissimo albero di alloro che, morto di vecchiaia, venne reciso il 4 dicembre 1704. Il popolo nonostante questo continuò a chiamare la strada “via dell’Alloro”. Sciascia fa notare come sia strano, per non dire unico che la precisa data di morte di un albero sia stata tramandata quasi come fosse quella di una persona.

Poi arrivò la grande guerra che sfigurò la strada. E la fila di sfarzosi palazzi divenne una scioccante fila di rovine. L’incuria e i saccheggi dei decenni successivi fecero il resto. Contrafforti, puntelli e sbarramenti. La via Alloro rimase isolata e inaccessibile per oltre un ventennio. Quando questi sbarramenti vennero eliminati verso la prima metà degli anni ottanta il disastro era sotto gli occhi di tutti. 

Superata la chiesa della gancia  Oltrepassata la via della Vetriera ecco lo sfarzoso palazzo dei Beccadelli Bologna, marchesi della Sambuca. Opera tardo-barocca di Carlo Cenchi risale al 1787. Presenta una doppia corte collegata da una lunghissima galleria che arriva sino alla retrostante via Riso. La scuderia presenta colonne in billiemi, ed è suddivisa in tre navate e ventuno campate. Sulla via Vetriera è la 


Giovane donna del 1914

 👣“Giovane donna del 1914” è, ..

l’avevano letto in carcere, negli anni Trenta del secolo scorso, Vittorio Foa e Massimo Mila, che ne parlarono nelle loro lettere. Ladislao Mittner, nella sua Storia della letteratura tedesca, afferma che Arnold Zweig è stato il migliore scrittore tedesco espresso dal socialismo, ma io penso che questa definizione non sia poi da considerarsi così elogiativa. “Giovane donna del 1914” 

domenica 19 marzo 2023

Me Stesso

Qui una personalità melanconica, incline al tedio della vita e alla fantasticheria, che recide ogni legame con la realtà e si corazza entro il proprio io,..

sabato 18 marzo 2023

Silvana Ma


 

Frau

Trattandosi di un modello di linguaggio che si limita a produrre testi simili a quelli scritti dagli esseri umani basandosi su un input offerto da un individuo, non può fornire un output visivo alla stessa maniera,..

è possibile sfruttare l’output testuale di ChatGPT per creare un’immagine mediante i generatori appositi




lunedì 6 marzo 2023

nelle more

 ☑ una certa stilizzazione della comunicazione sia necessaria




Orazio Converso
mondoailati pratica di scrittura trasversale
massimo celani 132 Views 3 Pages 1 File ▾
Digital Media Editor sta dimostrando che la telematica è sganciata dallo specialismo informatico e si pone sempre più come pratica di scrittura trasversale che, con le continue invenzioni multimediali e con le relative drammaturgie, attraversa e annoda i campi del sapere. Certo per far questo c’è bisogno degli informatici che sviluppino e adattino il sistema alle diverse esigenze...

Venerdì 15 luglio 2005

via Proba Petronia
 

Domenica 17 dicembre 1989

via Ludovico di Monrreale Roma Monteverde

Calendario Dicembre 1989 ; 17, Dom, III D'AVVENTO - S. LAZZARO (351/14)
Alba: 07:32 - Tramonto: 16:40 - Luna: 11.02 (tram.) 22.04 (lev.)

  
17 dicembre 1989 Pagliarani in studio con Videor per il Videodisco di Poesia LdiP,
Laboratorio di Poesia


Fiori di limone